Esteri

Giubileo, Papa Leone XIV: “Governanti collaborino per la fraternità e la pace tra le nazioni”

Nel messaggio per la chiusura della Porta Santa, il Pontefice esorta i leader mondiali a superare divisioni e paure, promuovendo dialogo e solidarietà globale

Roma, 6 gennaio 2026 – Durante la messa a San Pietro per la chiusura della Porta Santa, Papa Leone XIV ha esortato a amare e cercare la pace, definendola un bene fragile come un bambino da proteggere. Ha invocato l’ispirazione divina affinché i governanti collaborino per il bene comune e la fraternità tra le nazioni. Richiamando il Vangelo di Matteo, ha messo in guardia contro le paure che possono trasformarsi in aggressioni, ostacolando la realizzazione dei progetti di Dio.

Papa Leone XIV chiude la porta santa: si conclude il Giubileo 2025 della speranza

Cerimonia solenne in Vaticano con la presenza di autorità civili e religiose. Il Giubileo 2025 ha coinvolto milioni di fedeli in eventi spirituali e culturali

Città del Vaticano, 6 gennaio 2026 – Papa Leone XIV ha chiuso la porta santa della basilica di San Pietro, segnando la conclusione del Giubileo 2025, dedicato alla speranza. La porta, aperta da Papa Francesco il 24 dicembre 2024, ha accompagnato un anno di celebrazioni. Alla santa messa conclusiva hanno partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e numerose istituzioni.

Ex detenuto di Guantanamo Adayfi: “In Palestina atrocità peggiori delle torture che ho vissuto”

Durante un incontro all’Università di Padova, Mansoor Adayfi denuncia le condizioni dei prigionieri palestinesi e riflette su tortura, diritti umani e memoria collettiva

Belgrado, 22 dicembre 2025 – Mansoor Adayfi, ex prigioniero di Guantanamo per 15 anni senza processo, denuncia che la situazione in Palestina è “peggio di Guantanamo”. Adayfi sottolinea come il governo israeliano giustizi i prigionieri palestinesi e giustifichi torture pubbliche, mentre la comunità internazionale resta in silenzio. Egli evidenzia il legame tra il modello di tortura di Guantanamo e le pratiche israeliane, sostenute da agenzie come la CIA. Adayfi definisce la resistenza contro l’oppressione come fondamentale nel presente contesto globale.

Guantanamo, la testimonianza di Adayfi: “Quindici anni da innocente tra tortura e abusi”

Dopo anni di detenzione senza processo, Adayfi racconta le torture subite e lancia un appello contro la diffusione globale di abusi e repressione in nome della sicurezza

New York, 22 dicembre 2025 – Mansoor Adayfi, detenuto ingiustamente per circa 14 anni a Guantanamo, ha raccontato ad Alanews la sua esperienza di prigionia, tortura e ingiusta accusa di terrorismo legata agli attentati dell’11 settembre. Rapito a 18 anni e venduto alla CIA, è stato rilasciato nel 2016 senza accuse. Oggi vive in Serbia, dove ha pubblicato il memoir “Don’t Forget Us Here” e si impegna come attivista per i diritti umani con l’organizzazione CAGE. Adayfi denuncia il rischio di abusi di potere e le similitudini tra Guantanamo e le repressioni attuali contro attivisti come quelli di Action Palestine.

Guantanamo, 14 anni da innocente: Quel modello di controllo si diffonde in Europa

Dopo 14 anni di detenzione senza processo, Mansoor Adayfi denuncia in un’intervista esclusiva i rischi del controllo e della repressione diffusi anche nel continente europeo

Belgrado, 19 dicembre 2025 – Mansoor Adayfi, ex prigioniero di Guantanamo, ha raccontato ad Alanews la sua detenzione di 14 anni senza accuse, sottolineando come il carcere statunitense fosse un “laboratorio di tortura” e un “modello” esportato in Europa. Rapito a 18 anni e ingiustamente accusato di legami con Al Qaeda, ha denunciato il controllo totale esercitato sui detenuti e i rischi di abusi di potere simili a quelli attuali contro attivisti in Europa, come gli scioperi della fame di Action Palestine nel Regno Unito. Oggi vive in Serbia e continua l’impegno con l’organizzazione per i diritti umani CAGE.

Rutte: “La Russia considera la Nato il prossimo obiettivo, siamo già in pericolo”

Il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, avverte: serve una strategia comune e una mentalità da tempo di guerra per fronteggiare la crescente minaccia russa e il ruolo della Cina

Berlino, 11 dicembre 2025 – Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha avvertito che l’alleanza è il prossimo obiettivo della Russia e che si trova già in pericolo. Nel suo discorso alla rappresentanza bavarese, ha sottolineato la necessità di una mentalità da tempo di guerra, richiamando l’attenzione sul ruolo cruciale della Cina come principale partner di Mosca nel sostenere il conflitto in Ucraina.

Il Papa: “Si aprano porte di pace per un’umanità provata, fiorisca la speranza”

Nel giorno dell’Immacolata, Papa Leone XIV invita i fedeli a trasformare la speranza in azioni concrete per la pace e la riconciliazione, rilanciando il valore della dignità umana

Roma, 8 dicembre 2025 – Durante l’atto di venerazione alla Vergine in piazza di Spagna, il Papa ha invocato la Madonna per un’umanità provata e umile, auspicando che si aprano porte di pace nel mondo. Ha sottolineato l’importanza della speranza giubilare e della nascita di oasi di riconciliazione e non violenza.

Putin visita il Kirghizistan e si cimenta con il tradizionale komuz a Bishkek

Il presidente russo rafforza i legami con l’Asia centrale durante la visita a Bishkek, tra incontri multilaterali e gesti di apertura verso la cultura kirghisa

Bishkek, 26 novembre 2025 – Durante la visita di Stato in Kirghizistan, il presidente russo Vladimir Putin ha provato a suonare il komuz, strumento musicale tradizionale kirghiso, esposto in una mostra a Bishkek. L’evento è avvenuto dopo l’esibizione di musicisti locali, alla presenza dei presidenti Sadyr Japarov (Kirghizistan), Alexander Lukashenko (Bielorussia) e Kassym-Jomart Tokayev (Kazakistan).

Ucraina, Meloni: “Lavoriamo sulla proposta Trump, possibile cessate il fuoco mirato”

L’Italia rafforza il dialogo internazionale sostenendo il piano di pace USA, mentre proseguono i negoziati tra Europa, Russia e Ucraina per una soluzione diplomatica

Johannesburg, 23 novembre 2025 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato in conferenza stampa al termine del G20 di lavorare sul piano di pace proposto da Donald Trump per la guerra in Ucraina. Ha riferito di una lunga conversazione telefonica con Trump e con il presidente finlandese Stubb, sottolineando come il lavoro degli sherpa italiani a Ginevra segua questa linea. Meloni ha evidenziato che il focus non è una controproposta totale, ma il miglioramento di punti già condivisibili, puntando a un cessate-il-fuoco temporaneo sulle infrastrutture strategiche e civili bombardate dai russi. Ha inoltre richiesto un segnale concreto anche da Mosca per dimostrare la volontà di pace.

Card. Parolin: “Preghiamo per una pace giusta e duratura in Ucraina, fermare la violenza”

Alla commemorazione dell’Holodomor a Roma, il cardinale Parolin richiama la comunità internazionale alla responsabilità storica e morale per fermare il conflitto in Ucraina

Roma, 20 novembre 2025 – Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, ha invocato una pace giusta e duratura per l’Ucraina durante una messa commemorativa dell’Holodomor, riconosciuto come genocidio. Parolin ha chiesto a Dio di fermare la violenza, soprattutto contro i bambini. La cerimonia, tenutasi nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, ha visto la partecipazione di oltre 50 ambasciate, con personalità come Carlo Calenda e l’ambasciatore USA presso la Santa Sede, Brian Burch.

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