Il caso scuote la politica italiana: opposizioni all’attacco, richieste di dimissioni e critiche alla gestione del governo. La CPI chiede chiarimenti a Roma
Roma, 5 novembre 2025 – L’arresto del generale libico Osama Njeem Almasri in Libia ha scatenato forti critiche nel centrosinistra italiano. Almasri, accusato di crimini di guerra, tortura e omicidio, era stato rimpatriato dall’Italia a gennaio con un volo di Stato, suscitando dure accuse contro il governo Meloni. Nicola Fratoianni (SI) parla di “figuraccia mondiale” e invoca dimissioni, mentre Angelo Bonelli (Verdi) definisce la vicenda una “vergogna nazionale”. Francesco Silvestri (M5S) critica la mancanza di coraggio delle autorità italiane, sottolineando il contrasto con la magistratura libica. Anche Rachele Scarpa denuncia una “vergogna di Stato” e scelte politiche “assolutamente ingiustificabili”.


