Il processo in appello su Alessia Pifferi si concentra sul deficit cognitivo e sulla richiesta di riconoscimento della semi-infermità mentale, con possibili nuovi scenari giudiziari
Milano, 5 novembre 2025 – L’avvocato Alessia Pontenani, difensore di Alessia Pifferi, ha dichiarato all’udienza in Corte d’Assise d’Appello che serve coraggio per difendere e giudicare la sua assistita, condannata all’ergastolo per la morte per stenti della figlia di diciotto mesi. Pontenani si aspetta una riduzione della pena a circa vent’anni, con il riconoscimento di una semi-infermità mentale che giustificherebbe la pericolosità sociale e la necessità di contenimento. Ha definito Pifferi un “vaso vuoto”, incapace di ragionare lucidamente, e ha sottolineato che la donna non voleva uccidere la figlia, chiedendo il riconoscimento del dolo di pericolo nel reato di abbandono di minore con morte.


