L’arcivescovo di Milano visita le camere ardenti di Chiara Costanzo e Achille Barosi, due delle sei vittime italiane del tragico rogo al disco-bar ‘Le Constellation’ nella notte di Capodanno in Svizzera
Potrebbe interessarti anche
Roma, a Ferragosto si rinnova l’appuntamento al “palo della morte” nei 45 anni di ‘Un sacco bello’
Sono alcune decine i romani arrivati per una foto o un video. “I coatti a Roma? Non moriranno mai”
Roma, 15 agosto 2025 – Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento al “palo della morte” in via Giovanni Conti, luogo simbolo del film ‘Un sacco bello’ di Carlo Verdone, per celebrare i 45 anni dall’uscita della pellicola. Ogni Ferragosto, fan e curiosi si ritrovano per omaggiare il personaggio di Enzo, il coatto romano interpretato dallo stesso Verdone, con alcuni arrivati persino a bordo di una Fiat Dino, come nel film. Tra ricordi e commenti, emerge il valore culturale e affettivo di questa commedia che ha segnato il cinema italiano degli anni ’80.
Post Views: 121Palestina, Apuzzo (Avs): “Se Grossman dice che è genocidio anche la Segre potrebbe riconoscerlo”
Centinaia di persone hanno sfilato a Milano per la Palestina
Milano, 2 agosto 2025 – Centinaia di persone hanno partecipato al corteo per la Palestina, partito da piazzale Lodi verso il quartiere Corvetto. Al centro del dibattito le dichiarazioni dello scrittore israeliano Vasilij Grossman, che ha definito genocidio la situazione a Gaza, mentre la senatrice a vita Liliana Segre ha respinto tale termine, giudicandolo “troppo carico di odio”. Il giornalista Stefano Apuzzo, presente alla manifestazione, ha criticato Segre invitandola a riconoscere il genocidio, come fatto da Grossman.
Post Views: 149Sul Leoncavallo: “Non credo che si risolva così quello che per alcuni è un problema”
Milano, 9 settembre 2025 – Jake La Furia, storico rapper milanese, commenta i cambiamenti della città, definendola sempre meno vivibile e più acquistabile. Critica lo sgombero del Leoncavallo, considerandolo una mossa più politica che risolutiva. Secondo lui, la chiusura non segna la fine del centro sociale, ma ne determina lo spostamento. La gestione culturale e degli spazi aggregativi è stata deficitaria da almeno vent’anni, creando un contesto difficile e repressivo. Questo scenario, sostiene, potrebbe però alimentare la nascita di nuove realtà alternative in futuro.
Post Views: 78

