Venezuela, Burlò dopo la liberazione: “Condizioni disumane, vera e propria prigionia senza diritti”

Dopo 14 mesi di prigionia in condizioni disumane, l’imprenditore torinese racconta il dramma vissuto e ringrazia le istituzioni italiane per il sostegno ricevuto

Torino, 13 gennaio 2026 – Mario Burlò, imprenditore torinese liberato dalle carceri venezuelane, ha denunciato un vero sequestro di persona e condizioni di detenzione disumane, tra isolamento e mancanza di diritto di difesa. Burlò ha raccontato di aver temuto per la propria vita e di non aver potuto comunicare con la famiglia né con gli avvocati. Ha ringraziato il governo italiano per il supporto ricevuto e ha affermato di essere stato assolto dalle accuse di terrorismo e cospirazione, di cui non era a conoscenza.

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