Nel boschetto di Rogoredo, tra criminalità e disagio sociale, i volontari restano accanto ai più vulnerabili offrendo sostegno e speranza dopo l’ennesima tragedia
Milano, 29 gennaio 2026 – Nel boschetto di Rogoredo, a pochi passi dall’Arena del ghiaccio, si respira paura e disperazione dopo la sparatoria che ha causato la morte di Abdherraim Mansouri, 28enne di origine magrebina. Simone Feder, psicologo e volontario attivo nel recupero dei tossicodipendenti, descrive una realtà fatta di sofferenza, abbandono e traffici di droga con eroina e cocaina vendute a prezzi bassissimi. I volontari continuano a offrire aiuto, cibo e sostegno, cercando di accendere una speranza di cambiamento in una zona definita una vera e propria “terra di nessuno”.


