La riforma illustrata dal ministro della Giustizia introduce un modello che tutela chi agisce per cause di giustificazione, garantendo trasparenza e diritti nelle indagini
Roma, 5 febbraio 2026 – Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, chiarisce che la nuova norma non introduce uno scudo penale, termine da evitare perché implica impunità, assente nel provvedimento. Viene previsto che, in presenza di cause di giustificazione, chi ha commesso un reato non venga automaticamente iscritto nel registro degli indagati ma segnalato in un modello riservato al pubblico ministero, consentendo la partecipazione alle indagini senza l’etichetta di indagato.


