Il ministro della Giustizia chiarisce i contenuti del decreto sicurezza dopo il CdM: le nuove regole puntano a evitare iscrizioni automatiche e garantire equità processuale
Roma, 6 febbraio 2026 – Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito improprio parlare di scudo penale, sottolineando che i nuovi provvedimenti non garantiscono impunità, ma evitano iscrizioni automatiche nel registro degli indagati in presenza di cause di giustificazione. La norma si applica a tutti i cittadini, comprese le forze dell’ordine e i medici, e non solo alla legittima difesa. Nordio ha evidenziato un doppio pesismo giudiziario e ha ribadito l’obiettivo di tutelare chi agisce in situazioni giustificate.


