Il caso dell’omicidio nel boschetto di Rogoredo si arricchisce di nuovi dettagli e testimonianze, mentre la difesa punta sull’attendibilità delle fonti e nega la premeditazione
Milano, 17 marzo 2026 – L’avvocato Davide Giuseppe Giugno, difensore del poliziotto Carmelo Cinturrino, contesta le accuse di premeditazione nell’omicidio del pusher Mansouri a Rogoredo. Secondo il legale, le fonti sono compromesse e Cinturrino era un “nemico pubblico” per i pusher. L’uso del martello, strumento contestato, sarebbe stato esclusivamente per la ricerca di stupefacenti nascosti. L’istanza di scarcerazione è stata discussa al Tribunale del Riesame di Milano.


