Migranti in Libia, l’appello del movimento: “Stop ai fondi europei che alimentano violenze”

Durante un sit-in a Roma e Bruxelles, il movimento Refugees in Libya denuncia torture e abusi nei centri di detenzione libici, chiedendo all’Ue nuove politiche migratorie

Roma, 26 giugno 2026 – Durante un sit-in in piazza Capranica, il cofondatore di Refugees in Libya, Al Mahy Daoud, ha lanciato un appello all’Italia e all’Unione europea per interrompere i finanziamenti a un sistema libico che alimenta violenze e detenzioni arbitrarie. Daoud ha denunciato l’aggravarsi della situazione, con rastrellamenti intensificati e sospensione delle attività di organizzazioni umanitarie, sottolineando che migliaia di migranti sono rinchiusi in lager libici in condizioni drammatiche.

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