Femminicidio Genini, l’accusa: “Soncin ostacolò i soccorsi mentre Pamela era ancora viva”

Durante la seconda udienza a Bergamo, emergono dettagli su presunti ostacoli ai soccorsi e atti persecutori; la Procura indaga anche sui rapporti personali della vittima

Bergamo, 13 luglio 2026 – Nel processo per il femminicidio di Pamela Genini, l’avvocato Nicodemo Gentile ha dichiarato che Gianluca Soncin avrebbe ostacolato i soccorsi mentre la vittima era ancora viva. Dalle foto presentate in aula è emersa una forzatura del chiavistello della porta, smentendo un’apertura spontanea. La difesa sostiene invece un atteggiamento collaborativo di Soncin, ma si sottolinea la sua resistenza attiva e i precedenti atti persecutori verso Pamela, che non riusciva a denunciare.

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