Esteri

Udienza a New York per Mangione, attivisti in piazza: “Diritti umani sotto processo”

Durante l’udienza a Manhattan, attivisti manifestano contro la pena capitale e denunciano le disuguaglianze nell’accesso alle cure negli USA, rilanciando il dibattito pubblico

New York, 9 gennaio 2026 – Si è svolta oggi una nuova udienza a Manhattan nel processo contro Luigi Mangione, accusato dell’omicidio del CEO di UnitedHealthcare, Brian Thompson, nel dicembre 2024. All’esterno del tribunale federale, un presidio di attivisti ha espresso solidarietà con cartelli “Free Luigi” e “Non colpevole”, denunciando le criticità del sistema sanitario statunitense dominato dalle compagnie assicurative. La Corte dovrà decidere sulla tenuta giuridica dei capi di imputazione più gravi, che potrebbero comportare la pena di morte. Gli attivisti hanno sottolineato violazioni dei diritti di Mangione e le ingiustizie legate all’accesso alle cure.

Sparatoria a Minneapolis, manifestante uccisa da Ice: il sindaco chiede il ritiro degli agenti

L’uccisione di una manifestante durante un’operazione Ice accende la tensione a Minneapolis e rilancia il dibattito nazionale sulle politiche migratorie negli USA

Minneapolis, 8 gennaio 2026 – Il sindaco democratico Jacob Frey ha espresso con durezza la sua rabbia contro gli agenti dell’Ice dopo l’uccisione di una manifestante pro-immigrati di 37 anni. La donna è stata colpita durante un’operazione anti-migranti nel quartiere Powerhorn, dopo aver tentato di speronare gli agenti. L’area all’incrocio tra 34esima e Portland Avenue è stata transennata, con una massiccia presenza di forze di polizia e una folla di manifestanti.

Giubileo, fedeli affollano piazza San Pietro sfidando la pioggia dopo l’Angelus

Nonostante il maltempo, migliaia di pellegrini da tutto il mondo si sono riuniti a Castel Gandolfo per l’Angelus del Papa, tra sicurezza rafforzata e clima di festa

Città del Vaticano, 6 gennaio 2026 – Nonostante l’allerta meteo e la pioggia persistente, numerosi fedeli si sono radunati sotto il cielo grigio dopo l’Angelus in occasione del Giubileo. La partecipazione è stata intensa, con voci e preghiere che hanno animato la piazza, sottolineando la forte devozione dei presenti.

Giubileo, Papa Leone XIV: “Governanti collaborino per la fraternità e la pace tra le nazioni”

Nel messaggio per la chiusura della Porta Santa, il Pontefice esorta i leader mondiali a superare divisioni e paure, promuovendo dialogo e solidarietà globale

Roma, 6 gennaio 2026 – Durante la messa a San Pietro per la chiusura della Porta Santa, Papa Leone XIV ha esortato a amare e cercare la pace, definendola un bene fragile come un bambino da proteggere. Ha invocato l’ispirazione divina affinché i governanti collaborino per il bene comune e la fraternità tra le nazioni. Richiamando il Vangelo di Matteo, ha messo in guardia contro le paure che possono trasformarsi in aggressioni, ostacolando la realizzazione dei progetti di Dio.

Papa Leone XIV chiude la porta santa: si conclude il Giubileo 2025 della speranza

Cerimonia solenne in Vaticano con la presenza di autorità civili e religiose. Il Giubileo 2025 ha coinvolto milioni di fedeli in eventi spirituali e culturali

Città del Vaticano, 6 gennaio 2026 – Papa Leone XIV ha chiuso la porta santa della basilica di San Pietro, segnando la conclusione del Giubileo 2025, dedicato alla speranza. La porta, aperta da Papa Francesco il 24 dicembre 2024, ha accompagnato un anno di celebrazioni. Alla santa messa conclusiva hanno partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e numerose istituzioni.

Ex detenuto di Guantanamo Adayfi: “In Palestina atrocità peggiori delle torture che ho vissuto”

Durante un incontro all’Università di Padova, Mansoor Adayfi denuncia le condizioni dei prigionieri palestinesi e riflette su tortura, diritti umani e memoria collettiva

Belgrado, 22 dicembre 2025 – Mansoor Adayfi, ex prigioniero di Guantanamo per 15 anni senza processo, denuncia che la situazione in Palestina è “peggio di Guantanamo”. Adayfi sottolinea come il governo israeliano giustizi i prigionieri palestinesi e giustifichi torture pubbliche, mentre la comunità internazionale resta in silenzio. Egli evidenzia il legame tra il modello di tortura di Guantanamo e le pratiche israeliane, sostenute da agenzie come la CIA. Adayfi definisce la resistenza contro l’oppressione come fondamentale nel presente contesto globale.

Guantanamo, la testimonianza di Adayfi: “Quindici anni da innocente tra tortura e abusi”

Dopo anni di detenzione senza processo, Adayfi racconta le torture subite e lancia un appello contro la diffusione globale di abusi e repressione in nome della sicurezza

New York, 22 dicembre 2025 – Mansoor Adayfi, detenuto ingiustamente per circa 14 anni a Guantanamo, ha raccontato ad Alanews la sua esperienza di prigionia, tortura e ingiusta accusa di terrorismo legata agli attentati dell’11 settembre. Rapito a 18 anni e venduto alla CIA, è stato rilasciato nel 2016 senza accuse. Oggi vive in Serbia, dove ha pubblicato il memoir “Don’t Forget Us Here” e si impegna come attivista per i diritti umani con l’organizzazione CAGE. Adayfi denuncia il rischio di abusi di potere e le similitudini tra Guantanamo e le repressioni attuali contro attivisti come quelli di Action Palestine.

Guantanamo, 14 anni da innocente: Quel modello di controllo si diffonde in Europa

Dopo 14 anni di detenzione senza processo, Mansoor Adayfi denuncia in un’intervista esclusiva i rischi del controllo e della repressione diffusi anche nel continente europeo

Belgrado, 19 dicembre 2025 – Mansoor Adayfi, ex prigioniero di Guantanamo, ha raccontato ad Alanews la sua detenzione di 14 anni senza accuse, sottolineando come il carcere statunitense fosse un “laboratorio di tortura” e un “modello” esportato in Europa. Rapito a 18 anni e ingiustamente accusato di legami con Al Qaeda, ha denunciato il controllo totale esercitato sui detenuti e i rischi di abusi di potere simili a quelli attuali contro attivisti in Europa, come gli scioperi della fame di Action Palestine nel Regno Unito. Oggi vive in Serbia e continua l’impegno con l’organizzazione per i diritti umani CAGE.

Rutte: “La Russia considera la Nato il prossimo obiettivo, siamo già in pericolo”

Il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, avverte: serve una strategia comune e una mentalità da tempo di guerra per fronteggiare la crescente minaccia russa e il ruolo della Cina

Berlino, 11 dicembre 2025 – Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha avvertito che l’alleanza è il prossimo obiettivo della Russia e che si trova già in pericolo. Nel suo discorso alla rappresentanza bavarese, ha sottolineato la necessità di una mentalità da tempo di guerra, richiamando l’attenzione sul ruolo cruciale della Cina come principale partner di Mosca nel sostenere il conflitto in Ucraina.

Il Papa: “Si aprano porte di pace per un’umanità provata, fiorisca la speranza”

Nel giorno dell’Immacolata, Papa Leone XIV invita i fedeli a trasformare la speranza in azioni concrete per la pace e la riconciliazione, rilanciando il valore della dignità umana

Roma, 8 dicembre 2025 – Durante l’atto di venerazione alla Vergine in piazza di Spagna, il Papa ha invocato la Madonna per un’umanità provata e umile, auspicando che si aprano porte di pace nel mondo. Ha sottolineato l’importanza della speranza giubilare e della nascita di oasi di riconciliazione e non violenza.

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