Esteri

La portavoce per l’Italia della Global, Delia: “Missione va avanti, nessuna defezione”

Roma, 28 settembre 2025 – La delegazione della Global Sumud Flotilla, guidata da Maria Elena Delia, ha avviato una serie di incontri con esponenti politici italiani. Dopo un colloquio riservato di un’ora con il ministro della Difesa Crosetto, Delia ha incontrato via Zoom i leader di Avs e poi la segretaria del Pd, Schlein, al Nazareno. La portavoce ha ribadito che la missione prosegue verso Gaza, navigando in acque internazionali e nel pieno rispetto della legalità.

Un presidio che rientra nell’iniziativa 100 Piazze: “Mattarella si vergogni. Sionismo è finito”

Roma, 26 settembre 2025 – Si è insediato a Piazza Gaza, vicino a stazione Termini, un presidio permanente promosso dall’Usb, Global Movement For Gaza e comunità palestinesi, con tende e bandiere per sostenere la Global Sumud Flotilla. L’iniziativa, attiva fino al 4 ottobre, vuole denunciare l’assedio della Striscia di Gaza e promuovere la fine delle violenze. La mobilitazione segue i nuovi attacchi israeliani alla flotta diretta a rompere il blocco navale e aprire un corridoio umanitario. Contrastate anche le dichiarazioni del ministro Crosetto e l’invito di Mattarella ad accettare Cipro come meta finale. In oltre cento piazze italiane si moltiplicano le adesioni, mentre cresce la tensione politica e sociale.

Il gesto carico di significato della delegazione

New York, 26 settembre 2025 – Un’ampia delegazione ha lasciato l’aula delle Nazioni Unite poco prima dell’intervento del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accolto da calorosi applausi dai suoi sostenitori. Il gesto ha assunto un forte valore simbolico.

“Sì al riconoscimento della Palestina, ma solo col rilascio degli ostaggi l’esclusione di Hamas”

New York, 25 settembre 2025 – La premier Giorgia Meloni ha preso posizione all’Assemblea Nazionale dell’Onu condannando gli attacchi di Hamas del 7 ottobre, ma ha criticato duramente la reazione di Israele, definita oltre il limite della proporzionalità. Ha esortato Israele a uscire dalla trappola della guerra per rispetto al popolo ebraico, alla democrazia e ai valori universali. Meloni ha ribadito il sostegno alla soluzione dei due Stati, sottolineando però la necessità che il riconoscimento della Palestina sia vincolato al rilascio degli ostaggi e all’esclusione di Hamas dal governo.

“Io non sono stupida, sono provocazioni”

New York, 24 settembre 2025 – La premier Giorgia Meloni ha definito «irresponsabile» l’uso della sofferenza a Gaza come strumento per attaccare il governo italiano. «Non sono stupida: in Italia si cerca solo di colpire l’esecutivo», ha affermato.

La premier: “Non c’è bisogno di rischiare la propria incolumità”

New York, 24 settembre 2025 – La premier Giorgia Meloni ha condannato l’attacco notturno alla Flotilla per Gaza, definendolo pericoloso e irresponsabile. Ha richiamato alla responsabilità, soprattutto i parlamentari italiani. Il governo valuta di consegnare gli aiuti tramite Cipro e il patriarcato latino di Gerusalemme, con il consenso di Italia, Cipro e Israele, in attesa della risposta della flottiglia per garantire una distribuzione sicura.

Alla conferenza stampa le organizzazioni e i partiti. Usb: “Pronte 100 piazze. Blocchiamo tutto!”

Roma, 24 settembre 2025 – Un forte appello si è levato da piazza Montecitorio contro gli attacchi subiti dalla Sumud Flotilla diretta a Gaza. La conferenza stampa, organizzata dal Global Movement Flotilla, ha riunito esponenti politici, sindacati come l’Usb e Ong come Emergency, sottolineando che l’attacco in acque internazionali costituisce un crimine di guerra e una violazione del diritto internazionale. Nonostante i danni alle imbarcazioni, la missione prosegue, mentre l’Usb annuncia nuove mobilitazioni e scioperi a sostegno della causa.

Occupata la Camera. Furfaro (Pd): “Difendente veri patrioti”. Mollicone: “Mossi tempestivamente”

A Roma, 24 settembre 2025 – La notizia degli attacchi con droni alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla nelle acque internazionali a largo di Creta ha suscitato forte indignazione e mobilitazione politica e sociale. Le barche, con a bordo volontari e parlamentari italiani, sono state colpite in un episodio definito un attacco all’Italia e all’umanità, attribuito senza dubbi a Israele. I parlamentari del Pd e +Europa hanno denunciato un’azione di pirateria e intimidazione, mentre l’opposizione ha chiesto al governo di difendere i cittadini a bordo e riferire in Parlamento. Nel frattempo, manifestazioni e occupazioni simboliche si sono svolte davanti a Montecitorio, con critiche rivolte al ministro degli Esteri Tajani per la gestione della crisi.

“Ci si scandalizza per un oggetto lanciato e non per chi fa turismo per andare a vedere ammazzare i palestinesi”

Gaza, 23 settembre 2025 – Moni Ovadia, intellettuale e attivista per i diritti umani, critica la posizione italiana sul riconoscimento della Palestina, sottolineando che la decisione spetta ai palestinesi stessi. Ovadia evidenzia che Hamas vinse elezioni regolari e che la lotta armata è riconosciuta dall’ONU come diritto dei popoli oppressi. Per lui, il riconoscimento dello Stato di Palestina deve avvenire senza condizioni, accompagnato da sanzioni e boicottaggi a Israele fino al ritiro dai territori occupati. Apprezza il modello spagnolo, che ha annunciato un embargo totale sulle armi, definendolo esempio di politica autentica basata sul diritto internazionale.

Solidarietà all’Albanese “Scandalo che Italia e Ue permettano che sia sanzionata”

Roma, 23 settembre 2025 – Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica, ha definito “debole ma meglio di niente” la mozione del Governo per il riconoscimento dello Stato di Palestina, auspicando che sia frutto delle recenti manifestazioni. Parisi ha chiesto pressioni più forti su Israele e il rilancio delle corti penali internazionali, criticando le sanzioni americane che le bloccano. Ha espresso solidarietà alla relatrice ONU Francesca Albanese, denunciando le sanzioni italiane per opinioni espresse. Sulle proteste in Italia ha sottolineato la loro ampia partecipazione, minimizzando i problemi registrati. Infine, ha definito la questione del “genocidio” un tema tecnico-giuridico, confermando la gravità dei crimini di guerra e contro l’umanità a Gaza.

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