Politica

Arresto Al-Masri, Magi: “Nordio si deve dimettere, il governo ha gravi responsabilità”

Il leader di +Europa accusa il governo Meloni e il ministro Nordio per la gestione del caso Al-Masri, chiedendo chiarezza sulle responsabilità politiche e giudiziarie

Roma, 5 novembre 2025 – Il leader di +Europa, Riccardo Magi, ha definito “uno scandalo” l’arresto a Tripoli del miliziano Al-Masri, scarcerato in Italia nel 2023, e ha chiesto le dimissioni del ministro Nordio, accusato di gravi responsabilità governative. Magi ha criticato anche la riforma della giustizia, temendo la creazione di una “super casta” dei pubblici ministeri, e ha giudicato “fuori dalla grazia di Dio” la richiesta di estendere lo scudo parlamentare a una funzionaria indagata per falso.

Arresto Almasri, l’opposizione attacca il governo: “Grave errore, serve assunzione di responsabilità”

Il caso scuote la politica italiana: opposizioni all’attacco, richieste di dimissioni e critiche alla gestione del governo. La CPI chiede chiarimenti a Roma

Roma, 5 novembre 2025 – L’arresto del generale libico Osama Njeem Almasri in Libia ha scatenato forti critiche nel centrosinistra italiano. Almasri, accusato di crimini di guerra, tortura e omicidio, era stato rimpatriato dall’Italia a gennaio con un volo di Stato, suscitando dure accuse contro il governo Meloni. Nicola Fratoianni (SI) parla di “figuraccia mondiale” e invoca dimissioni, mentre Angelo Bonelli (Verdi) definisce la vicenda una “vergogna nazionale”. Francesco Silvestri (M5S) critica la mancanza di coraggio delle autorità italiane, sottolineando il contrasto con la magistratura libica. Anche Rachele Scarpa denuncia una “vergogna di Stato” e scelte politiche “assolutamente ingiustificabili”.

Zes Unica, Sbarra: “Svolta per il Sud con 2,3 miliardi e crescita sostenuta”

Il governo investe 2,3 miliardi nelle Zes Uniche e punta su infrastrutture moderne: crescita del Mezzogiorno sostenuta da PNRR, coesione e progetti Webuild

Napoli, 5 novembre 2025 – Luigi Sbarra, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, ha annunciato lo stanziamento di 2,3 miliardi per le Zes Uniche, definendolo un investimento strategico per il Sud Italia. Ha sottolineato che negli ultimi tre anni il Mezzogiorno ha registrato una crescita superiore al resto del paese, favorita dal PNRR e dalle politiche di coesione. Sbarra ha evidenziato come le politiche pubbliche efficaci e mirate stiano già favorendo la ripresa del territorio.

Calenda: “Serve una manifestazione di uomini contro la violenza di genere e una svolta culturale”

Il leader di Azione invita a una mobilitazione maschile per contrastare femminicidi e abusi, sottolineando l’urgenza di responsabilità sociale ed educativa

Roma, 5 novembre 2025 – Carlo Calenda, segretario di Azione, ha sottolineato l’importanza di una manifestazione maschile contro la violenza sulle donne. Ha evidenziato la necessità di una responsabilità educativa verso i figli e ha criticato le piattaforme digitali per la violazione della privacy e dignità femminile. Calenda ha definito la lotta contro il femminicidio una battaglia culturale e di civiltà da compiere tra uomini.

Roccella: “Pronti a nuove norme su IA e violenza di genere se le attuali non bastano”

Il governo valuta nuove iniziative per contrastare abusi e violenza digitale sulle donne, dopo i recenti casi di immagini manipolate con l’intelligenza artificiale

Roma, 5 novembre 2025 – La ministra Eugenia Roccella ha sottolineato l’importanza della legge sull’intelligenza artificiale, già approvata, come prima risposta legislativa per contrastare i rischi legati all’AI. Ha aggiunto che, se questa non sarà sufficiente a arginare la violenza e la manipolazione delle immagini, si valuterà un ulteriore intervento normativo. Roccella ha inoltre evidenziato le criticità delle misure cautelari, come i braccialetti elettronici, e ha ricordato l’impegno contro la violenza di genere, con una nuova legge attesa per il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Fratelli d’Italia propone stop all’iscrizione automatica degli indagati: “Tutela alle forze dell’ordine”

La proposta di Fratelli d’Italia introduce accertamenti preliminari prima dell’iscrizione nel registro degli indagati, puntando a rafforzare le garanzie per forze dell’ordine e cittadini

Roma, 5 novembre 2025 – Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per abolire l’iscrizione automatica nel registro degli indagati come atto dovuto, modificando l’articolo 335 del codice di procedura penale. Il pm dovrà effettuare accertamenti preliminari entro sette giorni prima di iscrivere una persona. Giovanni Donzelli sottolinea che la misura tutela forze dell’ordine e cittadini, mentre Andrea Delmastro evidenzia che l’atto dovuto umilia chi opera correttamente, citando il caso del carabiniere di Rimini. Galeazzo Bignami ribadisce l’impegno di Fratelli d’Italia a favore delle forze in divisa, contrastando la posizione della sinistra.

Caso Paciolla, i genitori chiedono una commissione d’inchiesta: “Lo Stato non resti in silenzio”

I familiari del cooperante chiedono chiarezza sulla morte in Colombia e criticano l’assenza delle istituzioni. La proposta di legge punta a riaprire il caso

Roma, 5 novembre 2025 – I genitori di Mario Paciolla, cooperante napoletano morto in Colombia nel 2020, ribadiscono la loro determinazione a ottenere la verità giudiziaria. Durante la presentazione al Senato della proposta di legge per una commissione parlamentare d’inchiesta sui casi Attanasio, Iacovacci e Paciolla, hanno sottolineato la mancata presenza del governo e il silenzio delle Nazioni Unite. Chiedono che lo Stato non resti in silenzio e che si difendano i diritti umani senza colore politico.

Iacovacci: “Serve una commissione d’inchiesta per giustizia e verità, lo Stato non si sottragga”

Durante la presentazione al Senato della proposta di commissione d’inchiesta sui casi Attanasio, Paciolla e Iacovacci, i familiari chiedono risposte e trasparenza

Roma, 5 novembre 2025 – Dario Iacovacci, fratello del carabiniere Vittorio Iacovacci ucciso in Congo nel 2021, critica l’assenza dello Stato alla presentazione della proposta per una commissione parlamentare d’inchiesta sui casi Attanasio, Paciolla e Iacovacci. “Lo Stato non può tirarsi indietro”, ha affermato, sottolineando che la commissione serve a fare giustizia e verità. Ha espresso perplessità per l’assenza dei ministeri degli Esteri e della Difesa, ricordando che l’ambasciatore e il carabiniere erano loro dipendenti.

Depositata in Cassazione la richiesta di referendum sulla giustizia: “Possibile voto a marzo”

Il referendum punta a riformare la giustizia italiana su separazione delle carriere e CSM, coinvolgendo cittadini e politica per rafforzare trasparenza e imparzialità

Roma, 5 novembre 2025 – Con il deposito in Cassazione delle firme dei deputati di maggioranza prende il via il percorso per il referendum sulla riforma della giustizia. Marcello Pera (FI) sottolinea l’importanza di garantire un giudice terzo e auspica una data a marzo. Erika Stefani (Lega) invita gli italiani a partecipare, mentre Maurizio Gasparri evidenzia il tema del sorteggio del CSM e la limitazione dei passaggi di carriera. Lucio Malan (FdI) punta sul rafforzamento dell’indipendenza del giudice e conferma l’impegno del Governo indipendentemente dall’esito referendario.

Attanasio: “Chi si oppone alla commissione d’inchiesta è complice e omertoso”

Alla presentazione in Senato della proposta di legge per la commissione d’inchiesta sui delitti in Congo, i familiari delle vittime chiedono verità e responsabilità istituzionali

Roma, 5 novembre 2025 – Salvatore Attanasio, padre dell’ambasciatore Luca Attanasio ucciso in Congo nel 2021, ha definito complici e omertosi chi si astiene o vota contro la commissione d’inchiesta sui casi Attanasio, Iacovacci e Paciolla. Alla presentazione al Senato della proposta di legge, ha chiesto uno scatto di orgoglio e coraggio e ha ricordato un secondo fascicolo aperto per terrorismo presso la Procura di Roma. Attanasio ha inoltre evidenziato difficoltà nei rapporti con i vertici della Farnesina, pur mantenendo un buon rapporto personale con il ministero.

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