Durante la requisitoria, la Procura di Roma ha ricostruito le torture inflitte a Regeni e denunciato l’assenza di collaborazione egiziana, rilanciando l’appello per giustizia
Roma, 23 giugno 2026 – Durante la requisitoria, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha denunciato come il regime egiziano abbia scelto di proteggere gli aguzzini di Giulio Regeni, evitando di indagare sulle torture subite. Le immagini della Tac italiana hanno rivelato venti fratture, molte più di quelle riconosciute dai medici egiziani, dimostrando una tortura metodica e prolungata nel corso dei sette giorni di sequestro. La morte di Regeni è stata causata da un atto finale volontario di violenza, non dalla sommatoria delle lesioni.