Attivisti e rifugiati denunciano rastrellamenti, detenzioni arbitrarie e violenze in Libia; chiesto a Italia ed Europa di vigilare su fondi e garantire diritti umani
Roma, 26 giugno 2026 – Durante un sit-in in piazza Capranica, il movimento Refugees in Libya ed Eritrea Democratica ha lanciato un appello all’Italia e all’Unione europea per intervenire contro i rastrellamenti e arresti di massa di migranti in Libia. Abrham Tesfai ha denunciato che migliaia di persone, soprattutto eritrei, sono detenute in condizioni precarie senza prospettive di rimpatrio, mentre molte donne risultano scomparse o a rischio di violenze. L’attivista ha inoltre segnalato il clima di ostilità crescente verso i migranti e la mancanza di osservatori internazionali, con la chiusura dell’ufficio UNHCR. La richiesta principale è di verificare l’uso dei fondi europei destinati alla gestione dei flussi migratori in Libia, per evitare complici violazioni dei diritti umani.